Ricerche archeologiche (artt. 88-89)

L’attività di scavo archeologico è di competenza esclusiva dello Stato (Codice dei beni culturali e del paesaggio, art. 88), che la svolge mediante le soprintendenze competenti per territorio. Può anche essere affidata in concessione, annuale o pluriennale, a soggetti pubblici e privati, sempre e comunque sotto la stretta sorveglianza del Ministero sulle attività svolte. A favore di questi ultimi è disposta l’occupazione temporanea degli immobili allo scopo di poter effettuare le ricerche a fini scientifici (Codice dei beni culturali e del paesaggio, artt. 88-89).
Al soggetto proprietario del terreno o dell’immobile in cui si effettuano ricerche archeologiche viene corrisposto un indennizzo in denaro o, a richiesta dell’interessato, mediante il rilascio delle cose ritrovate, quando non interessino le raccolte dello Stato.
La Soprintendenza esercita funzioni di controllo dell’attività affidata in concessione. Le relazioni conclusive sui risultati degli scavi sono pubblicati sulla rivista “Fasti on line”.
Agli interventi programmati, che riguardano di solito aree di particolare rilevanza, si aggiungono i cosiddetti interventi di urgenza, legati a rinvenimenti fortuiti o a danneggiamenti, e le indagini archeologiche preventive alla realizzazione di opere pubbliche.
Altri interventi, prevalentemente finanziati dalla Regione, sono concordati con gli Enti territoriali e soggetti al controllo della Soprintendenza.

Procedura (Circolari Mibact n. 6/2016, n. 21/2016)

  • Le richieste di concessione di ricerche e scavi vanno inoltrate alla Soprintendenza da istituzioni universitarie o da enti culturali, italiani o stranieri, accompagnate dal curriculum professionale del direttore dello scavo e dei collaboratori, da una relazione sul programma di scavo e da un piano economico dettagliato relativo alle spese per le operazioni di conservazione e di restauro di quanto rinvenuto. 
  • Il richiedente sottoscrive, contestualmente alla richiesta, una serie di dichiarazioni inerenti le modalità organizzative dello scavo, le condizioni di sicurezza dei depositi ed i rapporti con la Soprintendenza. Si impegna inoltre ad attuare tempestivamente interventi di salvaguardia dei beni venuti alla luce che la Soprintendenza ritiene vadano conservati a vista, provvedendo successivamente agli interventi definitivi di conservazione e restauro.
  • La Soprintendenza inoltra la richiesta con relativo parere alla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio.