Ricerche archeologiche (artt. 88-89)

L’attività di scavo archeologico è di competenza esclusiva dello Stato (Codice dei beni culturali e del paesaggio, art. 88), che la svolge mediante le soprintendenze competenti per territorio. Può anche essere affidata in concessione, annuale o pluriennale, a soggetti pubblici e privati, sempre e comunque sotto la stretta sorveglianza del Ministero sulle attività svolte. A favore di questi ultimi è disposta l’occupazione temporanea degli immobili allo scopo di poter effettuare le ricerche a fini scientifici (Codice dei beni culturali e del paesaggio, artt. 88-89).
Al soggetto proprietario del terreno o dell’immobile in cui si effettuano ricerche archeologiche viene corrisposto un indennizzo in denaro o, a richiesta dell’interessato, mediante il rilascio delle cose ritrovate, quando non interessino le raccolte dello Stato.
La Soprintendenza esercita funzioni di controllo dell’attività affidata in concessione. Le relazioni conclusive sui risultati degli scavi sono pubblicati sulla rivista “Fasti on line”.
Agli interventi programmati, che riguardano di solito aree di particolare rilevanza, si aggiungono i cosiddetti interventi di urgenza, legati a rinvenimenti fortuiti o a danneggiamenti, e le indagini archeologiche preventive alla realizzazione di opere pubbliche.
Altri interventi, prevalentemente finanziati dalla Regione, sono concordati con gli Enti territoriali e soggetti al controllo della Soprintendenza.


Per la procedura relativa alle richieste di concessione di ricerche e scavi si rimanda alle informazioni di seguito riportate.

  • Circolare Mibact n. 4 del 2019 (scarica)
  • Circolare Mibact n. 7 del 2019 (scarica); allegato (scarica)
  • Sito web dell'Istituto Centrale per l'Archeologia (clicca)
  • Elenco concessioni di scavo pluriennali attive nel 2017 [scarica]
  • Elenco richieste e rinnovi concessioni di scavo 2017 [scarica]
  • Elenco concessioni e rinnovi di scavo 2018-2020 [scarica]